41) 25 gennaio 2019. Intervento sul post di Fulvio Simbula sul gruppo Facebook

41) 25 gennaio 2019. Intervento sul post di Fulvio Simbula sul gruppo Facebook

Mio intervento sul post di Fulvio Simbula sul gruppo Facebook, Fisica Quantistica ed altre teorie.

Risposta ad Adelmo Travasati (con Piero Mazzi, Leonardo Sartorelli, Elia Bottalico, Emanuele Dega De Laurenzi, Wilma Vinci, Umberto Terlati, Diego Andreani):

… ma va da sè ed è persino banale: esiste qualcosa di più sottile delle stringhe e qualcosa ancora più sottile di ciò che è già più sottile delle stringhe… e così via all’infinito… è semplice. Supposto però che sia stato io per primo a formulare questa ipotesi, non credo nessuno possa negare oggi la possibilità che tale ipotesi possa eventualmente un giorno rivelarsi corretta… Ma questo è solo un esempio tra mille… se vuole continuo…

Sempre a proposito dello stesso post, stessa data, seconda risposta ad Adelmo Travasati: ( ), … semplice rispondere, nell’universo non c’è separazione tra dimensioni, … e dunque l’infinitamente sottile dovrà essere trovato oltre e sicuramente trascenderà la materia e le energie che le sono proprie.Tutto ciò ha enormi implicazioni, tanto che già a suo tempo Richard Feynman, non l’unico, aveva iniziato a dire che le particelle hanno comportamenti troppo simili ad altri esseri viventi… Ma oltre le polemiche tra rigidissimi puristi, dai quali mi dissocio, le farei una domanda per cosi dire conoscitiva, questa: in arte, un dipinto, una scultura, da un punto di vista scientifico non sono altro che pigmenti, pietra, bronzo, legno, argilla… marmo etc… come mai dunque alcune opere cambiano la vita, e la coscienza di una persona, a volte improvvisamente e per sempre, a livello molto profondo?