24) John Le Brut: il Surrazionale del non. 2000 - PAOLO NAVALE
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24) John Le Brut: il Surrazionale del non. 2000

24) John Le Brut: il Surrazionale del non. 2000

Paolo Navale: … ciò che non esiste è proprio l’osservatore! Ho inventato la non-arte, un’invenzione che tanto più si avvalora da sé perché è stata involontaria, tutto il resto è stato sin qui l’altrui plagio di ciò che ho fatto io involontariamente. La mente dell’osservatore alla quale abbiamo relegato tutto, non esiste, è solo un’illusione. Questo è il surrazionale! Ossia l’attuazione dello zero! Lo zero dunque, non solo il non-  ma lo zero; la neutralità del vuoto è l’unico osservatore! Dunque non esiste nemmeno connubio perché il surrazionale che certo palesa ogni connubio è anche e soprattutto il superamento di ogni connubio o congiunzione. L’ho già detto e scritto (1997), sull’impossibilità di definire il surrazionale: “Il surrazionale abolisce la prospettiva (quella, non solo umana rinascimentale/euclidea), e l’unico osservatore è il vuoto”. Impliciti al relativo, più radicati ancora di tutti i termini da me citati sopra e altrove: sovrasensibile e sovranominale sono prerogativa del vuoto, del valore neutro dell’universo che di questo ultimo è la quinta essenza, la quinta dimensione, anzi la prima a dire il vero. Origine di ogni cosa che non possiamo contemplare, e compendio dei termini già citati prima, il vuoto conferma che la realtà dei sensi non è sufficiente a spiegare il mondo nemmeno così come visto dal bulbo oculare, e da un senso precluso, da altri mal riposto, di rêverie che (ah!) non ha niente a che vedere col sogno, di cui molta arte di oggi, fa scempio. La mente razionale non può leggere la realtà se non con attributi suoi propri e autoreferenziali e proiezioni sue. La scienza e la filosofia contemporanee sono equiparabili all’arte.

John Le Brut: colloquio con Paolo Navale. Berlino, Frammento, 2000.