28 - Maria Lucia Bo: sul Surrazionale

Maria Lucia Bo: sul Surrazionale

Maria Lucia Bo: la vanagloria e l’arrivismo certo non fanno parte della ricerca spirituale relativa al concetto surrazionale

Paolo Navale risponde: ...il termine senza ricerca diventa vuoto e blando, solo apparenza. Altra traduzione che indica anche ai profani che il termine Surrazionale non può essere un movimento; ( ma solo l’elemento aggiuntivo e utile di una più profonda ricerca interiore ), è la declinazione di Surrazionale la più semplice: spirito! che sta per spiritualità vissuta a pieno. Una spiritualità atea; unico mezzo per combattere la volgarità e la sciatteria che oggi inquina tutto pur di apparire. Per volere dello stesso gruppo di Cholmeley Dene, la cui eredità è oggi portata avanti da individui singoli e senza mai lasciare niente di scritto, (a differenza di Dada per noi, la scrittura svilisce il gesto), nessuno ha del temine mai dato una descrizione se non  come impegno di tutti (proprio di tutti), asserire che il concetto non dovrebbe mai essere violato dalla tracotanza di nessuno, come è invece stato fatto più di una volta e per di più con affettazioni futili dettate da sola prosopopea e alterigia come mezzo unico per acquisire ebbri di protagonismo, appunto, la tanto agognata fama. No! Sunto della storia, sempre lo stesso: i mediocri hanno fallito! Arrogance goes out of history! Invece di stare con l’abito dorato dell’umiltà certe crapule mettono gli altri in condizioni di dover scrivere e così rinunciare a quell’ambito per il quale hanno speso tanto impegno. Rinuncia subita solo per cercare di sopperire ai danni che quei mediocri hanno fatto a tutti con tutta la loro iattanza, violando i principi più intimi del termine, che ripeto è un termine universale, con connotazioni esoteriche e dunque segrete.  Sempre parlando d’oro, (l'oro non è piombo), regola prima: la violenza psichica è l’atto più abbietto e meschino da perpetuare verso un’artista; ovvero; mai toccare un manifesto d’arte ed impossessarsene con l’usurpazione dettata solo da  vuota vanagloria.
Il manifesto di un’artista è il suo credo personale che meglio sarebbe non venisse mai scritto. Accezione del Surrazionale è non-apparire, ma rinunciare al mondo (alla fama), per una più profonda ricerca interiore. Dunque per i mediocri la deduzione a me sembra ovvia: anche se un’artista avesse  “inventato” il manifesto del Platonismo o del Neo-futurismo quello è il suo manifesto, di una vita intera... manifesto di cui vorrà o non vorrà parlare o condividere sino ad essere o non, lui... pronto a farlo, quando e soprattutto come e con chi vuole. Aspettare tempi propizi al progetto, che la ricerca spirituale si compia e dia i suoi frutti, richiede un’interiorità molto raffinata, cultura, che in arte ha bisogno di moltissima esperienza, pazienza, garbo, rispetto e tantissima discrezione epazienza. Ovvero  nobiltà d’animo... per chi ne ha. Dunque non la vanagloria del voler apparire e, a discapito della  propria  mediocrità  cercare no matter what, la subitanea fama. Ci sono valori che  la ricerca di visibilità non può contemplare.                           

PaoloNavale©. Colloquio con Maria Lucia Bo. Frammento. Mamoiada. 2003.


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Data pubblicazione 13/09/2011
Paolo Navale - (Concettualismo surrazionale) - Official site - Sito ufficiale

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