24 - Roland Dale: storia del Surrazionale

Roland Dale: storia del Surrazionale

Roland Dale: dunque il Surrazionale così come lo intendi tu, concetto e non come termine, ha una sua lunga storia?

Risponde Paolo Navale: ...stando all'arte, (non solo contemporanea), va subito detto che il concetto è un po' come il concetto di cubismo, ( termine inventato chissà da chi e quando?), che, il Lara –Vinca Masini a pag. 10 del volume n. 8 della opera L'ARTE DEL NOVECENTO © Giunti Editoriale, Gruppo l'Espresso del 1989, più per divagazione che per creare una vera ascendenza cita, i cubistici di Luca Cambiaso e Giovan Battista Bracelli collegando infine il termine allo stesso Leonardo che già citava un'arte mentale e a metà del cinquecento il tedesco Erhard Schön e Wenzel Jamnitzer così come nel seicento; Jan Vedremar de Vries e così via... sino ad arrivare, sempre meno "scherzosamente", a Cezanne. Tanto per il cubismo che proprio come il Surrazionale supera la prospettiva rinascimentale. Pur con varianti sue specifiche il Surrazionale è, (non come termine ma come concetto) già in atto nel quattrocento e lo è con un ventaglio di significati la cui sintesi è oggettivamente espressa anche nel moderno vocabolario italiano, (vedi per es. il Devoto Oli), che ne chiarisce molti aspetti già solo con il termine dicevo di sovrannaturale e di sovrarazionale. Adducendo che quest'ultimo indica l'entità che trascende le forze e le leggi della natura nonchè la sfera inaccessibile alla ragione o quella non riconducibile ai parametri della coscenza razionale. Ovvero: il mondo non è affatto comprensibile dalla nostra razionalità, benché ci si ostini a limitarlo a tanto, ma è il vuoto mentale... l'accezione più alta di Surrazionale. Per dirla banalmente lo space clearing interiore... rispetto al quale, non solo la nostra ragione ma anche tutta la nostra mente è molto limitata. Qui però la cosa un po' si complica. Per reale oggi non si intende affato anche lo spirito; in arte invece si. Ma se lo spirito è ragione l'equivalenza darebbe che, la ragione è spirito. Nei miei lavori parlo di energie ultrasottili, di cariche infinitesimali, ma di cosa è fatto lo zero? Purché sia spirito... non svilito dalla mediocrità: lo zero è il Surrazionale dell'universo. Ulteriormente, e per citare solo a caso, vedi oggi gli scritti per esempio ma non solo di Roberta de Monticelli relativi non al temine stesso ma indirettamente al concetto vero e proprio che il termine inquadra in se. Scritti che non lasciano mai dubbi sulla complessità dello stesso termine nella sua accezione relativa al significato di immanenza/trascendenza (della realtà che sovrasta il mondo nel suo divenire). Una dualità questa, che... del termine sovrarazionale è l'aspetto il più difficile da intendere. L'uomo diceva Pascal è tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. Ovvio il confronto che ancora e ancora significa eccedente i termini della conoscenza razionale pur senza mai tradirne i principi. Dunque della frolla fine a se stessa di certe regressioni emotive e decadenti vorrei fosse chiaro che sono soltanto velleità, mero capriccio.

Vorrei fosse chiaro: avere la sciolta e chiamarla arte non è altro che avere la sciolta e chiamarla arte. Chiaro? No, non è ancora chiaro... Dunque per i mediocri lo spiegherò meglio: avere la sciolta emotiva (dell'emozione fine a se stessa e dunque irrazionale) non è altro che avere la sciolta emotiva e chiamare la cagarella che ne deriva arte. Chiaro? Sulla nostra capacità tutta umana di produrre cacca tutti noi dobbiamo avere un certo ritegno. Dunque il Surrazionale... diverso ma non distinto da sub-razionale non contraddice affatto i principi della ragione né per palesare della realta l'intero spettro, userà mai i nostri labili sensi, che con tanta boria diamo invece essere il centro assoluto... del mondo: sbagliamo!

PaoloNavale©. Colloquio con Roland Dale. Berlino. 2000.


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Data pubblicazione 13/09/2011
Paolo Navale - (Concettualismo surrazionale) - Official site - Sito ufficiale

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