. 2 - Patrizia Martini: sul Surrazionale

Patrizia Martini: sul Surrazionale.

Patrizia Martini: per il Surrazionale l'uomo è dato in quanto limite? Non era dunque a Sua immagine e somiglianza?

Risponde Paolo Navale: ...né l'osservatore umano, né le sue capacità intellettive sono tali da poter definire la sua prospettiva che in epoca contemporanea dovrebbe essere intesa come trasposta dall'io, al se semantico. Il surrazionale non è mai termine che può essere applicato al simbolismo neo-figurativo o al ritorno funesto del neoclassicismo vetusto, verista e nostalgico. Il surrazionale è quel non della poetica di Bachelard che sostanzialmente è critica e iconoclasta. Solo la critica iconoclasta può creare la storia l'accettazione passiva dello status quo invece no. Molta arte di oggi ignora proprio questo, non lo ignora il surrazionale. Ci sono critici però che fin troppo faziosi censurano gli artisti imponendo loro e senza riscontro una massificazione che ha come verità unica l'ideologia insita nel pensiero mediatico; che converte lo spirito al consumismo; divenuto oggi l'unica, autentica religione indotta in maniera subdola dai media. L'inconscio mediatico, come unica fonte di ispirazione, è oggi contrapposto ma di netto a quello naturale che è invece accezione del surrazionale. Ci dimentichiamo spesso che le leggi della scienza sono in primis le stesse leggi della natura e che la natura ha un'anima che per alcuni è solo da rinnegare per il trionfo invece dell'egolatria imperante. Il vero consumista può esser tale solo a partire da una grave mancanza di cultura della ragione, suggestionabile ricettacolo di una emotività tipica dell'arte fine a se stessa che non può essere sinonimo di surrazionale. Così va la disinformazione, la verità calata dall'alto; se chiedete ad un conservatore quale sia il contrario di classicismo costui, ignaro di tutti i termini di paragone, vi risponderà anti-classicismo. Semplicistico... di parte. Il surrazionale è invece sorretto dal contrario assoluto del neo-classicismo che altro non è altro, che l'animismo. Non confondiamo però i termini. Animista era pure Giordano Bruno e anti-animista e classicista era la chiesa allorquando per decretare se le donne avessero un'anima... oppure no, riunì in consiglio l'intero gotha della sua intellighenzia. Sono invece gli animisti che da sempre, dicono che tutto ha un'anima. Contro il materialismo fine a se stesso il surrazionale decreta che è proprio l'anima che trascendendo il tutto supera la ragione. L'anima che è oggi infettata dal sistema in cui viviamo, ripudierebbe altrimenti la mediocrità e la manipolazione al basso dello spirito umano: manipolazione necessaria per annullare tutte le grandi utopie e ridurle al silenzio.

Patrizia Martini. Colloquio con Paolo Navale©. Sassari. 1980.


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Data pubblicazione 13/09/2011
Paolo Navale - (Concettualismo surrazionale) - Official site - Sito ufficiale

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