13 - Frank Smith: sul Surrazionale

Frank Smith: sul Surrazionale

Franky Smi’ ì (Smith?). Il surrazionale come termine di paragone? Arte, filosofia, o critica sociale?

Risponde Paolo Navale: ...il surrazionale potrebbe semmai essere un movimento critico-esplicativo della realtà ma ripeto... non ce n’è proprio bisogno. Questi i termini del surrazionale; è la ragione al di sopra della stessa realtà così come da noi percepita anche attraverso i nostri strumenti prettamente legati alla tecnologia. Tutto ciò che non supera il secondo principio della termodinamica, cioè tutto ciò che è dell’ambito ristretto delle nostre percezioni non può essere surrazionale. La mente razionale non può di per se superare i parametri neuro-linguistici che gli sono propri, né le strutture biologiche di cui perpetua la replica, proiettando tali strutture sulla realtà. Da qui, della mente umana, il suo vero limite, quei parametri o strutture non sono quelli dell’infinitamente sottile né quelli dell’infinitamente grande. Vedi la teoria dei quanti che senza riuscire a darsene una ragione né a spiegare con coerenza i paradossi che le son propri conferma esattamente il concetto di surrazionale e le precise difficoltà  che questo mette in luce rispetto all’osservatore che non è all’altezza dicevo di leggere l’universo. Che l’universo superi le nostre capacità emotive, non è novità che sorprende affatto l’arte contemporanea né l’umanesimo surrazionale ovvero relativista o l’esistenzialismo ultimo che deriva dal  mio concetto. La realtà non è interamente ascrivibile alla razionalità umana nè i sensi possono definirla così come abbiamo noi sin quì fatto attraverso il nostro diniego. L’ego... l’ego... l’ego! Quello carnale, che addirittura determina dei mediocri la tracotanza, la vanagloria, il sopruso, la prevaricazione, il protagonismo in atto e per sostenere questo l’infida ingordigia. L’egotismo che, con ostentazione continuiamo a voler mettere al centro dell’universo quando invece non può essere  nemmeno al centro del nostro personale universo perché di questo l’io promulga la sopraffazione, la negazione delle umane capacità. L’io è il contrario del surrazionale. Il surrazionale combatte l’io e non ha definizioni, non contempla delimitazioni dunque non può contemplare l’io (ne essere a questo sottomesso), l’io... L’io che per definizione è definito in se e tutto deve definire a se e solo per se stesso. Caparbio? L’io chiude e delimita da e per se stesso e, come la mente umana sua artefice, replica e registra della realtà solo reiterazioni di se stesso, proiezioni vane e scioviniste. L’io non può librarsi nell’infinito che invece lo rinnega. Infinito che l’io stesso confuta in se come limite anche esistenziale non è affatto infinito... ma qul finito illusorio  e relaativo, delimitato dall’io.

Franky Smith. Colloquio con Paolo Navale©. Londra. 1986.


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Data pubblicazione 13/09/2011
Paolo Navale - (Concettualismo surrazionale) - Official site - Sito ufficiale

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