12 - Anna Applegate: sul Surrazionale

Anna Applegate: sul Surrazionale

Anna Applegate: questa mattina ad Anthony hai detto che più piccola è la persona e più abnorme è l’io che spesso ne deriva. E una frase tua, relativa al termine Surrazionale... oppure...
Paolo Navale risponde: ...no; credo proprio d’averla invece presa dalle vicissitudini del Cristo, semplici, attuali e dal perché il mondo contemporaneo rinnega oggi il suo messaggio. La risurrezione è un mistero surrazionale. Ma meglio non parlarne per non svilire il tutto dando le proprie perle ai porci o lo zafferano all’asino puzzolente... Piuttosto ci si deve distinguere sempre per riguardo e ritegno e poi, riporre il proprio credo nello scrigno più prezioso della propria interiorità, della propria intatta identità e ricerca personale ed aspettare che solo così fiorisca dando i suoi frutti a tutti. Tale atteggiamento che fra l’altro è la quintessenza del Surrazionale penso sia ciò che di più meditativo possa esistere e va difeso dalla mediocrità che indistintamente è sempre solo maligna, falsa e ipocrita. Oggi più che mai è proprio dei mediocri l’aspetto più vile; che la dove ci sono grandi idee che con reverenza e rispetto vanno prima di tutto tutelate, arrivino sempre gli zombi a trasmutare queste in una infima farsa ma; finita la vigliaccata tutti nudi in piazza... è così la mediocrità. Può anche illudersi d’essersi vestita della pelle di un leone o di una tigre, ma, l’attimo topo, ritorna tale e quale a se stessa. Nuda: a cosa servono le grandi idee? A sminuire la mediocrità e a smascherarla. Le grandi idee non saranno mai capite perché devono essere preservate, appena un po’ velate... dalla mediocrità imperante che non le danneggi a  tutti.
A.A. ...il Surrazionale come atteggiamento di umiltà, il raccoglimento interiore è un presupposto di ricerca? Non è invece ciò che già fanno tutti i grandi (artisti)...
P.N. Si, è ciò che fanno! Considerano le loro idee non loro in quanto tali ma vagito del nous da curare, verbo del genius loci da rendere fertile che, lo sanno tutti, lo spirito ha una gestazione sua veramente lunga. L’artista è solo un medium che per anni ed anni deve rimanere discretamente nel silenzio più rispettoso; quel riguardo esegeta che la rivelazione impone eventualmente a tutti. La storia è piena di Salieri che, senza rendersene nemmeno conto, si comportano come un elefante in un negozio di porcellane. Invece per chi è dotato di sguardo interiore la preoccupazione maggiore è preservare la propria umiltà e difendersi dall’ostracismo del popolino vile.
A.A. Oggi purtroppo l’evento viene prima della ricerca paziente e meditata, prima del progetto. Il progetto surrazionale è da lei considerato come vivaio la cui gestazione è sopratutto mistica?
P.N. Solo per il divenire del mondo e non per nessuno di noi individualmente il Surrazionale si sta preparando, in modi a noi del tutto invisibili, ma la mediocrità impera. L’apparire!... A tutti i costi! Ora! Subito! Sempre a discapito della qualità: gli stolti la pensano così; pieni di protervia, privi di interiorità, di profondità, di sguardo interiore. L’ho già detto: l’appartenenza è sempre identitaria, il progetto a lungo termine è un fatto che non può essere il manifesto della  superficialità imperante mentre i mediocri ridondano su tutto il loro ingannevole  cammino. L’evento! L’evento! Senza il ritegno della propria sguaiata sciattoneria, la spettacolarizzazione in piazza di un ennesimo show, farsa di cui non sapevamo come fare senza(¿!)... ah! Noto che però i sedicenti movimentisti, di cui Duchamp e Bachelard sarebbero fieri(¿! erkhhh!!!), di una associazione talmente nuova che ancora non se ne conoscono i termini (né il contenuto), hanno ora sì il fascinoroso nome, ora... Finalmente! Un termine francesizzante! Troppo suggestivo... Ajò!!! Sono stati fulminati dall’arte surrazionale che però ancora non conoscono. Suggestionarli è stato facile; la loro emotività è così labile, blanda, di superficie. Il loro intento non rende, sono in crisi, pensano così di raccattare qualche facile attenzione. Io li ringrazio, sono stati sperimentali al mio di percorso; mi dispiace però che vadano dicendo che li ho usati come cavie, lasciandoli poi alla loro deriva.  Non è vero! anche se poi, gli errori fatti da loro,  grazie a loro, ora, io, (forse), e lo spero, cercherò di evitarli ma, lo so... mi invi tavano dappertutto ma a tratti erano ossessivi, non volevano lasciarmi e così si sono risentiti dicendo che ero over the top, ma non volevo si concentrassero su di me. Ho detto loro; la differenza tra un folle e un frick è che uno dei due sa che sta giocando... Il folle lo lascino fare a me loro... invecce... facciano altro! You are pivotal mi dicevano... ma un artista surrazionale è indipendente da tutto e da tutti. Io non ho niente contro loro. Boh! Se basta loro così poco: la rêverie... non è affatto il sogno: ma il sovrapensiero; uno stato di trance. Ah! Ah! Ah! Io rispetto tutti ma a tutti dico che sono solo uno normale. Dunque a parte la perentorietà e l’assertività loro che ricambio, mi sembra che il ripulire la coscienza dalle cose ordinarie e triviali dunque la propria interiorità da ogni e qualsiasi volgarità, inoculata dalla propria brama sia un atto Francescano. Il Surrazionale come credo?... Serve principalmente a quanto detto sopra. Mi sembra invece che la loro sia una sorta di puerilità infantile ed emotiva la cui vanagloria dà ragione a Cohelet. Ci vuole molta meditazione, raccoglimento... Infatti si l’ho detto, ma non per essere frainteso: il genere androgino, assimilabile al mito dei due gemelli, è la suprema quintessenza del Surrazionale, e questo è vero... soprattutto in una dimensione interiore e psichica. Dimensione che non può essere usurpata da nessuno a farne il baluardo della propria fisicità e egotismo, a nutrire cioè un’io già ipertrofico di per sé, nonché volgare, introiettato ed ingordo e per il quale come dice anche Žižek confermando Lacan: l’imperativo, oggi, è godere. Dunque si li ho aiutati, abbiamo parlato a lungo, ho dato loro tutte le informazioni possibili, tutte quelle che avevo ma, cosa ne hanno fatto? Sono subito diventati arroganti e autoreferenziali. Volevano diventare famosi subito, io invece proprio no, per carità! Certo non li avrei lasciati al loro destino poi dopo... così come sono stato costretto a fare, ma con tali loro presupposti! Così il mind clearing; libera da tutti i nostri pregiudizi sia quelli positivi che  quelli negativi. Hanno però commesso tutti gli errori possibili, come per esempio calata dall’alto, dettata da loro stessi, la storicizazzione di un movimento non ancora in essere perché tale mai potrà, (essere)... e dire che fra loro c’era anche uno storico...

Estratto da un dialogo tra Miss Applegate, Anthony D’Offay, Joseph Beuys e Paolo Navale Galleria Anthony d’Offay Londra 1986


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Data pubblicazione 13/09/2011
Paolo Navale - (Concettualismo surrazionale) - Official site - Sito ufficiale

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